- Amministrazione aperta
I servizi di e-government sono utilizzati dal 72% dei cittadini dell'UE.
Nel 2025, il 71,9% dei cittadini dell'Unione europea (UE) di età compresa tra 16 e 74 anni ha utilizzato siti web o app di autorità pubbliche...
Di recente, l'AOC ha partecipato alla Conferenza Gartner, organizzato dal Centro delle Telecomunicazioni e delle Tecnologie dell'Informazione della Generalitat de Catalunya, dove si terranno le conclusioni esecutive del prestigioso Simposio IT Gartner®/Xpo tenutasi a Barcellona nel novembre 2025.
In un momento in cui l'intelligenza artificiale (IA) sembra invadere ogni cosa, questa giornata ci ha permesso di tornare con i piedi per terra: solo il 5% delle organizzazioni trae reali benefici dall'intelligenza artificiale, nonostante il 20% lo utilizzi già.
Cosa differenzia questo 5% dal resto? Quali sfide ci attendono da qui al 2030? Noi dell'AOC analizziamo i principali insegnamenti per il settore pubblico.
1. Strategia prima dell'algoritmo
Il 95% dei progetti pilota di IA non ha successo. Il motivo non è tecnologico, ma gestionale: mancanza di una roadmap, obiettivi vaghi e assenza di metriche di valutazione. Per la pubblica amministrazione, il valore non dovrebbe essere misurato solo in termini di produttività interna, ma su tre assi:
2. Tecnologia matura, persone in transizione
Uno su quattro errori di intelligenza artificiale è dovuto alla scarsa qualità dei dati o a una formazione inadeguata. Ma il rischio maggiore è l'atrofia della conoscenzaLa tecnologia è pronta, ma le organizzazioni non lo sono ancora.
È necessaria una governance solida e automatizzata per ridurre al minimo gli errori (idealmente, meno dello 0,01%). L'adozione dell'IA funziona solo quando i team sono misti (umani e automatici) e quando il dipendente non si sente minacciato. I dati sono chiari: solo l'1% dei licenziamenti effettivi è dovuto direttamente all'IA. Il successo sta nel dimostrare che l'IA non sostituisce le persone, ma piuttosto riorienta i ruoli verso compiti di maggior valore.
3. L’era degli agenti e della sovranità digitale
Guardando al 2030, il Agenti di intelligenza artificiale saranno i principali protagonisti, schierandosi rapidamente per affrontare compiti operativi complessi, sebbene al momento vi sia poca esperienza reale. Tuttavia, ciò comporta un rischio: blocco del fornitore (dipendenza dai fornitori).
Alla luce di ciò, l'Unione Europea sta già aprendo la strada:
4. Un nuovo quadro normativo: la legge omnibus dell’UE
Una delle grandi novità è l'imminente approvazione del Legge Omnibus sulla semplificazione normativaQuesta legge, la cui approvazione è prevista nei prossimi mesi, mira ad allentare alcuni obblighi del GDPR per eliminare l'eccessiva regolamentazione e guadagnare competitività.
Ciò aprirà le porte a tecnologie che in precedenza erano molto limitate, come la biometria passiva, facilitando un rapporto più agile tra cittadini e amministrazione.
5. Verso una cultura della tenacia
L'innovazione dirompente richiede un profondo cambiamento culturale. Gartner sottolinea che le organizzazioni devono premiare i profili con tre caratteristiche chiave:
Il futuro ci riserva cambiamenti radicali che trasformeranno il nostro rapporto con la tecnologia. Tra cinque anni, l'intelligenza artificiale ci consentirà di affrontare sfide prima impensabili: l'individuazione preventiva delle frodi su larga scala, l'automazione della risposta ai cittadini, la personalizzazione proattiva dei servizi sociali o l'automazione di attività ripetitive (elaborazione di report standard, traduzioni, gestione delle firme, classificazione di domande o file, ecc.).
Nel prossimo futuro smetteremo di svolgere lavori che non avrebbero più senso in un ambiente automatizzato.
Il messaggio per l'amministrazione è chiaro: il vero valore dell'IA non si ottiene riducendo il personale, ma cambiando la mentalità. Il successo dipende da una strategia ambiziosa, da una governance dei dati impeccabile e dalla capacità di riorientare i ruoli umani per accelerare i processi e generare nuovo valore pubblico per i cittadini.