Le chiavi, secondo Gartner, per evolvere verso un'amministrazione intelligente

Facebook Facebook Facebook Facebook Condividi

Di recente, l'AOC ha partecipato alla Conferenza Gartner, organizzato dal Centro delle Telecomunicazioni e delle Tecnologie dell'Informazione della Generalitat de Catalunya, dove si terranno le conclusioni esecutive del prestigioso Simposio IT Gartner®/Xpo tenutasi a Barcellona nel novembre 2025.  

In un momento in cui l'intelligenza artificiale (IA) sembra invadere ogni cosa, questa giornata ci ha permesso di tornare con i piedi per terra: solo il 5% delle organizzazioni trae reali benefici dall'intelligenza artificiale, nonostante il 20% lo utilizzi già. 

Cosa differenzia questo 5% dal resto? Quali sfide ci attendono da qui al 2030? Noi dell'AOC analizziamo i principali insegnamenti per il settore pubblico. 

1. Strategia prima dell'algoritmo 

Il 95% dei progetti pilota di IA non ha successo. Il motivo non è tecnologico, ma gestionale: mancanza di una roadmap, obiettivi vaghi e assenza di metriche di valutazione. Per la pubblica amministrazione, il valore non dovrebbe essere misurato solo in termini di produttività interna, ma su tre assi: 

  • Ritorno sociale: un reale miglioramento della vita del cittadino e dell'esperienza del dipendente pubblico. 
  • Ritorno economico: gestione efficiente dei costi (compresi i costi “nascosti”). 
  • Reso futuro: preparare le basi per la sovranità tecnologica. 

2. Tecnologia matura, persone in transizione 

Uno su quattro errori di intelligenza artificiale è dovuto alla scarsa qualità dei dati o a una formazione inadeguata. Ma il rischio maggiore è l'atrofia della conoscenzaLa tecnologia è pronta, ma le organizzazioni non lo sono ancora. 

È necessaria una governance solida e automatizzata per ridurre al minimo gli errori (idealmente, meno dello 0,01%). L'adozione dell'IA funziona solo quando i team sono misti (umani e automatici) e quando il dipendente non si sente minacciato. I dati sono chiari: solo l'1% dei licenziamenti effettivi è dovuto direttamente all'IA. Il successo sta nel dimostrare che l'IA non sostituisce le persone, ma piuttosto riorienta i ruoli verso compiti di maggior valore. 

3. L’era degli agenti e della sovranità digitale 

Guardando al 2030, il Agenti di intelligenza artificiale saranno i principali protagonisti, schierandosi rapidamente per affrontare compiti operativi complessi, sebbene al momento vi sia poca esperienza reale. Tuttavia, ciò comporta un rischio: blocco del fornitore (dipendenza dai fornitori). 

Alla luce di ciò, l'Unione Europea sta già aprendo la strada: 

  • Piano di sovranità digitale: Entro la fine del 2027 tutti gli stati dovranno averne uno. 
  • Iniziativa OpenCloud: Uno sforzo per coprire tutto, dall'hardware al software, e garantire che non perdiamo il controllo delle nostre infrastrutture critiche. 

4. Un nuovo quadro normativo: la legge omnibus dell’UE 

Una delle grandi novità è l'imminente approvazione del Legge Omnibus sulla semplificazione normativaQuesta legge, la cui approvazione è prevista nei prossimi mesi, mira ad allentare alcuni obblighi del GDPR per eliminare l'eccessiva regolamentazione e guadagnare competitività.  

Ciò aprirà le porte a tecnologie che in precedenza erano molto limitate, come la biometria passiva, facilitando un rapporto più agile tra cittadini e amministrazione. 

5. Verso una cultura della tenacia 

L'innovazione dirompente richiede un profondo cambiamento culturale. Gartner sottolinea che le organizzazioni devono premiare i profili con tre caratteristiche chiave: 

  1. Agilità: per adattarsi ai cambiamenti costanti. 
  2. Assunzione del rischio: tollerare l'errore come parte dell'apprendimento. 
  3. Tenacia: la capacità di rialzarsi rapidamente, rivedere cosa è andato storto e continuare. 

Guardando al 2030: nuovi orizzonti per il servizio pubblico 

Il futuro ci riserva cambiamenti radicali che trasformeranno il nostro rapporto con la tecnologia. Tra cinque anni, l'intelligenza artificiale ci consentirà di affrontare sfide prima impensabili: l'individuazione preventiva delle frodi su larga scala, l'automazione della risposta ai cittadini, la personalizzazione proattiva dei servizi sociali o l'automazione di attività ripetitive (elaborazione di report standard, traduzioni, gestione delle firme, classificazione di domande o file, ecc.).  

Nel prossimo futuro smetteremo di svolgere lavori che non avrebbero più senso in un ambiente automatizzato. 

Conclusione 

Il messaggio per l'amministrazione è chiaro: il vero valore dell'IA non si ottiene riducendo il personale, ma cambiando la mentalità. Il successo dipende da una strategia ambiziosa, da una governance dei dati impeccabile e dalla capacità di riorientare i ruoli umani per accelerare i processi e generare nuovo valore pubblico per i cittadini. 

Pubblicato in