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La nuova edizione della Corso di perfezionamento post-laurea in Governo Aperto e Trasformazione Digitale nel Mondo Locale I lavori sono iniziati con la sessione intitolata "L'innovazione digitale per trasformare l'amministrazione", tenuta da Miquel Estapé, direttore generale dell'AOC. La sessione ha riunito venti professionisti provenienti da diverse amministrazioni e settori lavorativi per riflettere su una questione fondamentale: cosa significa governare e gestire i servizi pubblici nel contesto della rivoluzione digitale.
La presentazione è andata oltre le tecnologie emergenti. Ha evidenziato la necessità di distinguere tra digitalizzazione e trasformazione, ha analizzato il crescente impatto dei dati e dell'intelligenza artificiale e ha sostenuto che la principale sfida per le amministrazioni non è tecnologica, bensì organizzativa. In un contesto in cui la stragrande maggioranza degli enti locali non ha le dimensioni o le risorse necessarie per affrontare autonomamente sfide come l'innovazione, la sicurezza informatica o l'IA, il modello di cooperazione e di condivisione dei servizi diventa un elemento essenziale per garantire che qualsiasi amministrazione, indipendentemente dalle sue dimensioni, possa offrire servizi digitali di qualità ai cittadini.
Un'aula che rispecchia la complessità del settore pubblico.
La sessione ha dato il via a una nuova edizione di uno dei programmi di formazione di riferimento sulla trasformazione digitale e il governo aperto a livello locale, che quest'anno giunge alla sua nona edizione.
La classe è composta da circa venti professionisti provenienti da 12 diverse istituzioni delle regioni di Barcellona e Girona. La maggior parte lavora nell'amministrazione locale, ma partecipano anche professionisti della Generalitat de Catalunya, dell'AOC e del settore privato. Questa diversità istituzionale è completata da profili accademici e professionali molto vari, dall'organizzazione e gestione amministrativa al governo aperto, alla comunicazione, all'amministrazione elettronica e alla gestione dei dati.
Questa eterogeneità è particolarmente rilevante perché la trasformazione digitale non è più responsabilità esclusiva dei dipartimenti tecnologici. Oggi, essa coinvolge tutte le aree dell'organizzazione e richiede team multidisciplinari capaci di lavorare in modo trasversale.
Stiamo vivendo una rivoluzione paragonabile alle grandi trasformazioni della storia.
Uno dei messaggi centrali della sessione è stato quello di collocare l'attuale processo di digitalizzazione in una prospettiva storica più ampia. Così come la stampa, la rivoluzione industriale o Internet hanno trasformato profondamente la società, i dati, gli algoritmi e l'intelligenza artificiale stanno ridefinendo il modo in cui lavoriamo, prendiamo decisioni e interagiamo con i servizi pubblici. Questa trasformazione è già visibile in settori come la sanità, i trasporti o il turismo. È visibile anche nella pubblica amministrazione. La questione non è più se la rivoluzione digitale raggiungerà le amministrazioni, ma come queste si adatteranno ad essa e quale ruolo vorranno svolgere in questo nuovo contesto.
Digitalizzare non significa trasformare
La sessione ha insistito su un concetto fondamentale: digitalizzare e trasformare non sono sinonimi. Come ha spiegato Miquel Estapé, digitalizzare significa rendere elettronici i processi esistenti, mentre trasformare implica ripensare i servizi pubblici per migliorarli sostanzialmente.
Questa differenza è particolarmente importante nel settore pubblico. La Catalogna vanta amministrazioni altamente digitalizzate in ambiti quali la fatturazione elettronica, l'interoperabilità e l'elaborazione digitale. Tuttavia, le sfide attuali richiedono di andare oltre la semplice sostituzione della carta con gli schermi.
L'obiettivo è costruire amministrazioni più efficienti, agili, aperte, inclusive e incentrate sulle persone. Amministrazioni capaci di utilizzare i dati per prendere decisioni migliori, automatizzare le attività a basso valore aggiunto e offrire servizi personalizzati o addirittura proattivi.
L'intelligenza artificiale accelera un cambiamento già in atto
Un altro tema centrale della sessione è stato l'impatto dell'intelligenza artificiale.
Lungi dal presentarla come una tecnologia futuristica, la presentazione ha evidenziato come l'intelligenza artificiale sia già parte integrante della vita quotidiana e di molti strumenti professionali. Dai sistemi di raccomandazione agli assistenti in grado di scrivere, riassumere, tradurre o cercare informazioni, le applicazioni basate sull'IA stanno cambiando il modo in cui la conoscenza viene generata e gestita.
Tuttavia, la riflessione non si è concentrata sulla tecnologia in sé. Il dibattito centrale verte su come sfruttare queste capacità per risolvere problemi pubblici concreti: ridurre gli oneri amministrativi, migliorare i servizi, personalizzare l'assistenza ai cittadini o prendere decisioni più consapevoli.
La sfida non è tecnologica: è una questione di scala e capacità.
Probabilmente una delle idee più rilevanti a livello locale è stata la consapevolezza che la maggior parte delle amministrazioni non dispone delle risorse necessarie per affrontare da sole le sfide poste dalla trasformazione digitale, dalla sicurezza informatica, dalla gestione dei dati o dall'intelligenza artificiale.
Come spiegato durante la sessione, quasi il 90% degli enti locali non ha le dimensioni o le capacità per gestire questi processi in autonomia.
È proprio in questo contesto che il modello di infrastrutture pubbliche digitali condivise promosso dall'AOC acquista senso. Quando una soluzione viene progettata, sviluppata e gestita una sola volta per tutti gli enti pubblici, qualsiasi comune può accedere a funzionalità che sarebbero irraggiungibili se dovesse gestirle autonomamente. Un piccolo comune può godere delle stesse garanzie e opportunità di una grande amministrazione senza moltiplicare costi o sforzi.
La cooperazione istituzionale non è più solo una formula di lavoro, ma diventa una condizione necessaria per rendere realizzabile la trasformazione digitale del Paese.
Formate oggi le persone che guideranno il cambiamento di domani.
La sessione si è conclusa con un concetto che permea l'intero programma di formazione: la tecnologia è importante, ma le persone restano il fattore determinante.
La trasformazione digitale è un processo a lungo termine che richiede leadership, adattabilità, collaborazione e apprendimento continuo. Formare professionisti capaci di comprendere questo contesto, valutare l'impatto reale delle innovazioni e mettere al centro le esigenze delle persone è un investimento strategico per l'intero settore pubblico catalano.
La Catalogna si trova ad affrontare una nuova fase caratterizzata dall'intelligenza artificiale, dall'identità digitale europea, dalla sovranità dei dati e da servizi pubblici sempre più personalizzati. Di fronte a queste sfide, il modello basato sulla condivisione di conoscenze, dati e soluzioni comuni continua a essere uno degli strumenti più efficaci per garantire che tutte le amministrazioni progrediscano allo stesso ritmo e che nessuno venga lasciato indietro.
Il post-laurea
Il corso di perfezionamento, iniziato il 25 settembre a Girona, proseguirà fino al 12 giugno, combinando sessioni online il mercoledì pomeriggio con incontri in presenza a Barcellona e Girona.