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Intelligenza artificiale tradizionale vs intelligenza artificiale generativa: comprendere le differenze
L'ultimo decennio ha visto un'accelerazione tecnologica senza precedenti. Quello che è iniziato come uno strumento per automatizzare i processi di routine si è trasformato in un motore di creazione che sfida la nostra percezione della tecnologia. Oggi, l'intelligenza artificiale (IA) non è più una promessa del futuro o un concetto confinato ai laboratori di ricerca o alle grandi aziende della Silicon Valley. È una realtà tangibile, presente nella nostra vita quotidiana e, in modo sempre più decisivo, nelle strategie di trasformazione delle organizzazioni pubbliche e private.
Tuttavia, sotto l'ombrello generico del termine "Intelligenza Artificiale" coesistono paradigmi diversi, spesso confusi. L'avvento dirompente di modelli come ChatGPT ha posto l'IA generativa al centro di ogni dibattito, ma non possiamo dimenticare l'IA tradizionale o predittiva, che da anni supporta le infrastrutture critiche della nostra società. Per le pubbliche amministrazioni, comprendere la distinzione tra le due non è solo una questione accademica; è una necessità strategica per decidere quale strumento applicare a ciascuna sfida al fine di migliorare il servizio ai cittadini.
L'intelligenza artificiale tradizionale, spesso definita intelligenza artificiale predittiva o discriminativa, è la tecnologia che ci ha accompagnato più costantemente negli ultimi anni. Il suo funzionamento si basa sull'analisi di grandi volumi di dati passati con un obiettivo chiaro: identificare modelli, classificare le informazioni o fare previsioni sul comportamento futuro.
Questa tecnologia non "crea" nulla di nuovo. Il suo valore risiede nelle sue capacità analitiche e nel processo decisionale basato sull'evidenza. Quando un sistema di intelligenza artificiale tradizionale riceve dati in input, utilizza regole statistiche e algoritmi di apprendimento automatico per determinare una probabilità o una categoria. Si tratta essenzialmente di uno strumento di ottimizzazione e classificazione.
Nel mondo degli affari, troviamo esempi di intelligenza artificiale tradizionale ovunque. I motori di raccomandazione di piattaforme come Spotify o Netflix sono il caso più noto: analizzano ciò che l'utente ha ascoltato o guardato in precedenza per suggerire il contenuto successivo con sorprendente accuratezza. Nel campo della logistica e dell'energia, aziende come Walmart o Red Eléctrica de España la utilizzano per prevedere la domanda in base a variabili meteorologiche o eventi locali, garantendo che l'offerta sia in linea con la realtà. Anche nella sicurezza informatica, i sistemi Visa e Mastercard rilevano le frodi in tempo reale identificando le transazioni che si discostano dalle abitudini dell'utente.
Questa affidabilità rende l'intelligenza artificiale tradizionale insostituibile in ambienti critici in cui la precisione è una questione di sicurezza, come la diagnosi medica basata sulle immagini o la gestione delle reti elettriche.
Se l'intelligenza artificiale tradizionale analizza il mondo, l'intelligenza artificiale generativa sembra volerlo descrivere, disegnare o programmare. Questa modalità è stata oggetto di una recente esplosione mediatica e tecnologica grazie alla sua capacità di produrre contenuti originali – siano essi testi, immagini, musica, video o codice informatico – basati su semplici richieste in linguaggio naturale.
Tuttavia, è necessario demistificare il concetto di "creatività" nell'IA generativa. A differenza della mente umana, questi modelli non hanno scintille di ispirazione o coscienza. Sono modelli statistici estremamente avanzati, addestrati su enormi quantità di informazioni esistenti. Ciò che fanno è apprendere la distribuzione di probabilità degli elementi che compongono un set di dati (ad esempio, quale parola segue solitamente un'altra in un dato contesto) per generare risultati che sembrano umani e plausibili.
L'applicazione di questa tecnologia è rivoluzionaria. Nel campo del testo, i chatbot basati su modelli linguistici (LLM) possono scrivere report complessi, riassumere documenti estesi o fungere da assistenti virtuali molto più sofisticati di quelli tradizionali. Nel design, strumenti come DALL·E o Midjourney creano illustrazioni a partire da descrizioni testuali, e in ambito tecnico, strumenti come GitHub Copilot stanno rivoluzionando la programmazione suggerendo frammenti di codice e correggendo gli errori in modo autonomo.
Secondo importanti società di consulenza come Gartner, l'IA generativa ha il potenziale per generare un significativo ritorno sull'investimento (ROI), ma avvertono che il suo successo dipende da una governance solida. A differenza dell'IA tradizionale, l'IA generativa comporta rischi più complessi da gestire, come i bias algoritmici (la riproduzione di pregiudizi presenti nei dati di training), le cosiddette "allucinazioni" (la generazione di informazioni false con l'apparenza di verità) e i dibattiti aperti su privacy e copyright.
Per qualsiasi dirigente pubblico o responsabile della trasformazione digitale, è fondamentale sapere quando utilizzare ciascuna tipologia di IA. Non si tratta di scegliere la più moderna, ma piuttosto quella più appropriata allo scopo previsto.
L'intelligenza artificiale tradizionale è l'opzione vincente quando l'obiettivo è la previsione e l'ottimizzazione. Se un'amministrazione vuole prevedere il carico di lavoro di un ufficio di assistenza ai cittadini il mese prossimo, o se vuole identificare modelli di rischio nella sanità pubblica, ha bisogno dell'accuratezza dei dati storici. È ideale anche per il rilevamento di anomalie, come l'identificazione di possibili errori nell'elaborazione dei file o il rilevamento di accessi non autorizzati a sistemi critici.
D'altra parte, l'IA generativa è lo strumento ideale quando abbiamo bisogno di creare, sintetizzare o personalizzare. È imbattibile nella prototipazione rapida di idee, nella generazione di contenuti didattici adattati a diversi livelli o nella semplificazione del linguaggio amministrativo per renderlo più comprensibile al cittadino.
Una tendenza emergente evidenziata da Gartner è quella nota come "IA composita". Questa strategia non sceglie tra l'uno o l'altro, ma integra diversi modelli per risolvere problemi complessi. Ad esempio, potremmo far sì che l'IA tradizionale analizzi i dati sul consumo energetico di un edificio pubblico e, una volta rilevata un'inefficienza, l'IA generativa potrebbe redigere automaticamente un report personalizzato con raccomandazioni per i gestori di quell'edificio.
Nell'Amministrazione Aperta della Catalogna (AOC), l'intelligenza artificiale non è più un esperimento, ma una realtà che si sta integrando nel funzionamento quotidiano delle nostre soluzioni. Il settore pubblico ha una responsabilità aggiuntiva: garantire che queste tecnologie siano utilizzate per generare valore pubblico, sempre nel rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini.
Nell'ambito dell'intelligenza artificiale tradizionale, l'AOC e altre amministrazioni stanno già esplorando sistemi decisionali automatizzati per semplificare procedure che in precedenza richiedevano settimane di revisione manuale. La previsione del carico di lavoro consente una migliore pianificazione delle risorse umane, garantendo che i servizi non siano saturi nei periodi di punta.
Per quanto riguarda l'IA generativa, il potenziale è immenso. Si stanno sviluppando chatbot per i servizi al cittadino che non solo forniscono risposte preconfigurate, ma sono anche in grado di comprendere le intenzioni dell'utente, guidandolo attraverso una procedura e semplificando quelle complesse. Recenti studi europei indicano che l'implementazione di questi strumenti potrebbe far risparmiare milioni di ore all'anno al personale pubblico, consentendogli di dedicarsi a compiti con maggiore valore aggiunto e attenzione diretta, mentre l'IA si occupa della burocrazia più complessa. Si stima che la produttività potrebbe migliorare fino al 9% nell'intera amministrazione.
Tuttavia, il percorso non è privo di sfide. Le amministrazioni si trovano ad affrontare la frammentazione dei dati (dati che risiedono in organizzazioni diverse e spesso non vengono discussi tra loro) e la necessità di rispettare rigorosamente il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e la LOPDGDD. Inoltre, esiste un dovere giuridico e democratico di trasparenza algoritmica: i cittadini hanno il diritto di sapere quando interagiscono con un'IA e quali criteri sono stati seguiti per prendere una decisione che li riguarda.
Affinché la rivoluzione dell'IA sia davvero vantaggiosa, è necessario andare oltre l'implementazione tecnica. L'AOC si impegna a seguire una strategia basata su quattro pilastri fondamentali:
In breve, l'IA tradizionale e l'IA generativa non sono concorrenti in una gara tecnologica; sono due strumenti complementari nella stessa scatola di trasformazione. Mentre la prima ci fornisce stabilità, precisione e memoria dei dati, la seconda ci offre la versatilità, la sintesi e le interazioni più naturali – come la voce o il linguaggio scritto di tutti i giorni – che facilitano il rapporto umano con la complessità.
All'AOC, l'impegno è chiaro: sfruttare il meglio di entrambi i mondi per costruire un'amministrazione più agile, intelligente e, soprattutto, più vicina alle esigenze dei cittadini. La trasformazione digitale non è più un'opzione, è la strada per garantire la sostenibilità e la qualità dei servizi pubblici nel XXI secolo.