Il Parlamento approva la legge che riconosce il diritto all'errore dei cittadini e promuove servizi proattivi

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Il Parlamento della Catalogna ha approvato il disegno di legge di modifica della Legge 26/2010 sul regime giuridico e procedurale delle pubbliche amministrazioni della Catalogna. Si tratta di un testo promosso dai gruppi parlamentari Socialista e Unito per l'Avanzamento, ERC e Comuns e concordato con il Governo con l'obiettivo di garantire un'attenzione più adeguata ai cittadini, rafforzare il diritto alla buona amministrazione e adattare l'azione amministrativa ai nuovi modelli di erogazione dei servizi pubblici.

Alcune delle modifiche introdotte sono l'introduzione del diritto delle persone a rettificare i propri errori dinanzi all'Amministrazione, la fornitura di servizi proattivi e l'abolizione legale della nomina preventiva obbligatoria.

Verso un’Amministrazione proattiva e personalizzata

Una delle innovazioni più significative di questa riforma legislativa è la regolamentazione dei servizi proattivi e personalizzati. Questa figura, pioniera del diritto amministrativo catalano, rappresenta un cambio di paradigma nel rapporto tra Amministrazione e cittadini. Finora, l'Amministrazione funzionava in modo ampiamente reattivo: interveniva solo quando i cittadini svolgevano una procedura o presentavano una richiesta. Con questo nuovo approccio, si procede verso un'Amministrazione che agisce in modo anticipatorio, preventivo e intelligente, che accompagna i cittadini e facilita le procedure e l'esercizio dei loro diritti.

L'introduzione del diritto all'errore

Un altro contributo innovativo è il riconoscimento del diritto dei singoli a rettificare i propri errori dinanzi all'Amministrazione. Sono previsti, pertanto, meccanismi per evitare l'irrogazione di sanzioni derivanti da errori materiali o formali commessi in modo non fraudolento, consentendo ai singoli di segnalare l'errore e, quindi, di rettificarlo nelle fasi corrispondenti del procedimento amministrativo.

Finora, solo l'Amministrazione aveva il potere di rettificare i propri errori attraverso la revoca dei propri atti, ma questa possibilità non era riconosciuta ai cittadini. Ora, per la prima volta, viene riconosciuto questo diritto, già regolato dalla legge in paesi come la Francia o la Polonia, che trasforma il rapporto che l'Amministrazione intrattiene con la società, passando dalla tradizionale diffidenza alla fiducia nelle persone che interagiscono con essa.

L'abolizione della nomina preventiva obbligatoria

Un'altra modifica importante è l'inserimento del divieto esplicito di imporre appuntamenti previo come requisito obbligatorio per accedere ai servizi di persona dell'Amministrazione. In questo modo, gli appuntamenti previo possono essere utilizzati solo come misura per migliorare l'efficienza e l'attenzione al pubblico, ma mai come requisito.

L'eliminazione dell'obbligo di previa nomina faceva già parte del piano di misure immediate di emergenza che accompagnava l'Accordo di Governo per promuovere la riforma dell'Amministrazione. Ora, si compie un ulteriore passo avanti includendo l'eliminazione dell'obbligo in un regolamento con rango di legge, in modo che sia applicabile a tutte le amministrazioni pubbliche della Catalogna. La misura mira a garantire il diritto a un'assistenza adeguata e a proteggere i gruppi vulnerabili e coloro che sono colpiti dal divario digitale.

Queste misure rientrano nel processo di riforma dell'Amministrazione e di miglioramento dei servizi pubblici avviato dal Governo con l'obiettivo di costruire un settore pubblico più efficiente, proattivo e incentrato sulle persone. Si tratta della prima iniziativa legislativa ad andare avanti ispirata al lavoro del Comitato di esperti per la definizione della strategia di trasformazione dell'Amministrazione della Generalitat de Cataluña e il miglioramento dei servizi pubblici (CETRA), che lunedì ha consegnato i suoi attestati al Presidente della Generalitat, Salvador Illa 50 proposte per trasformare il settore pubblico.

(Fonte dell'immagine: Parlamento della Catalogna)

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